URANO, Messaggero delle Galassie

URANO, il Messaggero delle Galassie, è entrato definitivamente in GEMELLI il 23 aprile 2026.

Nelle settimane successive Urano si è trovato in allineamento con le PLEIADI, in modo particolare alla Luna Nuova del 14 maggio, che quest’anno ha segnato l’inizio del mese di Saka Dawa, dedicato a celebrare la Nascita, l’Illuminazione e il Parinirvana del Buddha Sakyamuni.
Sincronicità potente in un mese con due Lune Piene in un anno pieno di eventi molto particolari.

Le Pleiadi in molte tradizioni spirituali simboleggiano un centro spirituale di elevata saggezza, armonia e guarigione; sono quindi associate all’evoluzione dell’anima e al culto della Dea Madre.
Conosciute come le “Sette Sorelle”, sono viste come stelle-guida taumaturgiche, protettrici; in diverse tradizioni sono considerate il nucleo attorno al quale ruota il nostro sistema solare, rappresentando un ponte tra l’umano e il divino.
I sensitivi dicono che con il passaggio di Urano nel segno dei Gemelli si è aperta una sorta di fessura che permette alla loro luce di manifestarsi con particolare intensità.
In modo particolare, si stanno intensificando le vibrazioni che provengono dal Cosmo per elevare la frequenza del Sole e di tutto il nostro sistema solare.

Ora Urano in Gemelli si fa tramite di questa potente vibrazione cosmica in quanto Divinità del Cielo Stellato, o meglio delle Galassie, ora nel regno di Mercurio, Messaggero tra i Mondi.
Le difficoltà a procedere che in tanti abbiamo sentito in passato vengono trasformate o dissolte da questa vibrazione.

Ricordiamo che il pianeta Urano, scoperto nel 1781, ha raddoppiato l’estensione del nostro sistema solare e la nostra possibilità di conoscere e di esplorare.
Infatti, fino ad allora il nostro sistema solare era racchiuso dal limite apparentemente invalicabile di Saturno, pianeta del passato familiare e karmico, della tradizione, del tempo lineare.

Nella mitologia greca, Urano è il Dio del Cielo generato da Gea, Madre Terra, e appartiene a spazi senza tempo, a un tempo mitico. Quindi si rivela a noi solo attraverso l’intuizione. Non c’è volontà umana se non quella di predisporsi a ricevere.
Ora Urano in Gemelli spalanca le porte della nostra percezione e ci spinge a esplorare, a conoscere, a incarnare la nostra verità e il nostro essere unici, originali.

Urano in Toro (2018-2026) ha versato Acqua di Saggezza nella terra fertile di Madre Terra, nell’unione sacra tra Cielo e Terra, per radicare la grande elevazione energetica che sta iniziando ora.
Ora, ben radicati e connessi al corpo, possiamo lasciarci ispirare dall’energia di Urano nei Gemelli (2016-2033). la Divinità del Cielo Stellato nel regno di Mercurio, il Messaggero tra i Mondi, ci donerà nuove, inaspettate, scintillanti visioni.  Buon viaggio!

Siamo Polvere di Stelle.
Siamo Luce incarnata che vibra in connessione
con infiniti Esseri di Luce,
oltre il tempo e lo spazio.

Cerere/Demetra, la Grande Madre

Nel nostro cammino di esplorazione degli Asteroidi del Femminile, CERERE ha un posto privilegiato.
Infatti, all’inizio del XIX° secolo strumenti sempre più potenti hanno permesso di scoprire tra Marte e Giove i primi asteroidi ai quali è stato dato il nome di Cerere, Vesta, Pallade Atena e Giunone.

Il primo asteroide a essere visto è stato chiamato Cerere (Demetra nel Pantheon greco), la Grande Madre che dona vita, nutrimento e cura.
Ritenuto ora un ‘pianeta nano’ per le sue dimensioni, si dice che dalla sua esplosione siano stati generati tutti gli altri asteroidi, un’ipotesi davvero molto suggestiva.

In Grecia la Grande Madre appare come Demetra (De-Meter = Madre Terra); figlia di Saturno e Rea, fa parte delle 12 divinità più importanti del Pantheon.

Due caratteristiche fondamentali di Demetra~Cerere:
~ Dea del grano, della fertilità e dell’abbondanza che garantisce la vita degli esseri viventi.
~ Guardiana della ciclicità di Vita~Morte~Rigenerazione nei Misteri Eleusini (1600 AC – 400 DC) con la figlia Core~Persefone, la Custode del Mondo Invisibile, e con Ecate, la Custode della Soglia.
Questi antichi e misteriosi riti permettevano agli esseri umani di connettersi con la ciclicità di vita-morte-rigenerazione guidati dalle sacerdotesse di Demetra.

Il mito del rapimento di Core-Persefone da parte di Ade raccontato dall’Inno omerico a Demetra nell’8° secolo A.C. rispecchia il momento in cui appaiono nuove narrazioni che rispecchiano l’instaurarsi delle società patriarcali. Infatti, la discesa nel mondo sotterraneo, che era ‘naturale’ nelle culture matrilineari , diventa ‘rapimento’ e violenza.
Questo rappresenta in modo inequivocabile la perdita connessione con Madre Terra e con una spiritualità immanente fondata sul sentire che ogni forma vivente è sacra in quanto manifestazione della Grande Madre.

Il passaggio nel mondo invisibile è il ritorno nel grembo della Grande Madre che rappresenta la forza vitale primordiale che permea l’Universo e ogni sua manifestazione.
Nel suo grembo siamo stati concepiti e custoditi, e lì ritorniamo per riemergere rigenerati.
Cerere-Demetra rappresenta le donne generatrici di Vita e portatrici di nutrimento, onorate nelle società matrilineari come l’incarnazione dell’energia ciclica di Vita~Morte~Rigenerazione.

L’asteroide Cerere nel tema natale ci racconta quale energia ci nutre e quale connessione abbiamo con la Madre cosmica e personale.
Cerere rappresenta la Grande Madre e ha connessioni con diversi segni zodiacali, ma nel segno del Toro la sua energia diventa particolarmente suggestiva per il mito che la vede madre di Core~Persefone.

Per saperne di più:
Persefone: https://www.cielo-terra.it/index.php/2026/05/01/persefone/.
Ecate: https://www.cielo-terra.it/index.php/2025/12/12/ecate-la-custode-della-soglia/

PERSEFONE

“Persefone” Dante Rossetti


Nel segno dello Scorpione ricordiamo la discesa di PERSEFONE nel Mondo Invisibile.
Dalla fusione simbiotica con la madre Demetra~Cerere, Divinità della primavera e delle messi, Core la fanciulla si ritrova trascinata nell’oscurità del mondo sotterraneo da Ade e sperimenta la disperazione e la rabbia.

Nell’assaggiare i semi di melograno diventa Persefone la Regina dell’Invisibile e scopre la possibilità di viaggiare tra i mondi, riunendosi a sua madre ogni primavera per celebrare la nuova vita sulla Terra.

Diventare la Regina del Mondo Invisibile significa aver trasformato l’Ombra in Luce, aver trovato quel tesoro che si nasconde nel grembo della Terra, nella parte più nascosta della nostra psiche.
Persefone ci accompagna e ci sostiene quando scendiamo nel mondo invisibile, là dove la nostra Psiche si rigenera nel buio e nel silenzio.

E lì incontriamo con coraggio l’ombra: ciò che non abbiamo potuto vedere prima, ciò che è nascosto, ciò che ignoriamo del nostro passato familiare e karmico, ciò che reprimiamo.
Grazie a questo incontro, avviene una profonda trasmutazione alchemica: il piombo si trasforma in oro.
E così abbiamo finalmente accesso al tesoro custodito per noi da Ade: i nostri talenti creativi, la nostra energia vitale, il nostro potere, la nostra capacità di accogliere, riconoscere e guarire antiche ferite.

Nello Scorpione tutto si trasforma, tutto muore e tutto rinasce. Il mondo sotterraneo è il Grembo della Grande Madre, luogo di trasformazione e rinascita.

Ogni essere attraversa molteplici riti di iniziazione, incontrando quella fiamma interiore che trasforma in nuova vita tutto ciò che ha finito il suo tempo.
Potente ci accompagna in questa discesa PERSEFONE, colei che accoglie le anime e le accompagna nella loro dimora ultima, per rigenerarsi e ritornare a nuova vita.

In questi mesi l’asteroide Persefone sta transitando nel segno dell’Ariete. Nel segno guerriero di Pallade e Marte rappresenta un’esplosione di fertilità e vitalità in Cielo e in Terra. Attraversare l’Ombra è promessa di rinascita, rinnovata fecondità, nuova Vita.

La Luna Piena di novembre, così come quella di maggio, celebra la Danza di Vita~Morte~Rigenerazione nell’incontro tra Demetra e Persefone.
Sono le due Lune Piene del GREMBO fertile della GRANDE MADRE.

In primavera, la LUNA è piena in SCORPIONE. Madre Terra è il CALDERONE che accoglie, protegge e nutre il seme nell’oscurità, nel silenzio.
SOLE in TORO. Madre Terra accoglie la VITA che prende forma e manifesta il suo potere: bellezza, fertilità, nutrimento e abbondanza.

In autunno, il SOLE è in SCORPIONE e la LUNA è piena in TORO. La Grande Madre che dona la Vita danza con la Grande Madre che accompagna nella morte e ri-genera.
I semi custoditi nel silenzio e nell’oscurità del GREMBO di Madre Terra durante l’inverno si manifesteranno in tutta la loro bellezza, ricordandoci la ciclicità incessante di Vita~Morte~Rigenerazione.

Ti aspetto per scoprire i punti di forza della tua mappa astrale
in questo tempo di profonda, potente trasformazione.
E scoprire così l’energia della tua Persefone e i doni che ha in serbo per te.

Se hai il coraggio di entrare nel cuore della tua perdita, 
essa non ti distruggerà, ma ti illuminerà.

Il dolore non è la fine dell’amore, 
è la sua espressione ultima, nuda ed essenziale.

Quando smetti di voltarti dall’altra parte 
e lasci che il dolore si muova attraverso di te, 
qualcosa di tenero si risveglia.

La profondità che custodisce il tuo dolore 
custodisce anche la tua luce. 
Guarire non è fuggire, è arrendersi, 
è un dolce dischiudersi 
verso la compassione, verso la trasformazione, 
verso la grazia, verso l’amore.
Mary Anne Byrne (traduzione mia)

PALLADE Atena, Guerriera di Saggezza

Wild and Rooted ~ Lucy Campbell

Secondo il mito omerico tramandato dai Greci, Pallade Atena è nata dalla testa del padre Zeus per partenogenesi, ma le sue origini sono molto più antiche e vanno ricercate in Libia nel 4.000 a.C. circa.
Si dice che lì sia nata sulle rive del lago Tritone, terra delle tribù delle Amazzoni, delle quali diventa Regina Guerriera.
Nel mito pre-ellenico, Pallade nasce dall’acqua, è allevata e nutrita da tre ninfe e viene chiamata Neith, la Dea Trina. Il suo nome significa ‘Vergine potente’.

Pallade Atena ci invita quindi a fare a ritroso il cammino per ritrovare le tracce della presenza della Grande Dea Primordiale attraverso la frammentazione delle Divinità del Pantheon greco.
Nella cultura pre-ellenica Pallade è generata per partenogenesi da Metis, antica Dea della Saggezza, figlia di Oceano e Teti.

Nel mito greco invece Pallade è concepita dall’incontro di Metis con Zeus. Si racconta che Zeus, spaventato dalla profezia secondo la quale verrà spodestato dal figlio/a nato/a da questa unione, decide di ingoiare Metis. Da qui la nascita di Pallade Atena che esce già formata e armata dalla testa del padre con un urlo terrificante.
Nel Pantheon greco è considerata ‘figlia del padre’’… ‘, visto che la saggezza non può che essere maschile, ma si tratta dinuna vera incongruenza viste le ‘qualità’ di Zeus: vendicativo, imbroglione, stupratore, infedele.

Il mito ci racconta in maniera potente ciò che è accaduto nel passaggio dalle civiltà matrilineari al patriarcato: l’energia femminile è stata ingoiata e adattata all’ordine patriarcale.
Questi mutamenti riflettono anche le trasformazioni della posizione della donna nella Grecia classica: può essere solo vergine o prostituta o moglie, non può partecipare alla vita pubblica né essere artigiana, artista, filosofa.

In Pallade Atena rimangono vive l’essenza potente e le qualità multiformi della Grande Madre trina, così come manifestate nel mito pre-ellenico.
Per questo è l’Archetipo dai molteplici talenti che più mantiene viva l’energia della Grande Madre.

Pallade Atena nell’iconografia ellenico-romana appare come una figura maestosa, armata di lancia, protetta dallo scudo con la testa di Medusa. Sull’elmo c’è la civetta e accanto a lei c’è il serpente.

La sua essenza è vergine, cioè è una-in sé-stessa e non dipende dallo sguardo dell’altro.
In lei si integrano la Saggezza e la forza rigenerante del serpente, la Visione della civetta, l‘intelligenza della Stratega.

La sua forza non sorge dalla negazione dell’energia del grembo, ma nell’essere connessa al principio femminile della Grande Madre nel suo aspetto di Vita~Morte~Rigenerazione.
Sulla testa di Pallade Atena troviamo la civetta, simbolo di Saggezza: la capacità di vedere nel buio dell’ignoranza distillando Visioni che generano azioni, nella consapevolezza dell’impatto che hanno sull’ambiente intorno.

Pallade Atena incarna la Guerriera saggia capace di elaborare una strategia per dirigere la sua energia nel mondo in modo consapevole. È la stratega che agisce per la pace, usando più spesso le armi della saggezza e della diplomazia.
Il suo comportamento è radicalmente diverso da Marte, la divinità tradizionalmente connessa all’Ariete, che spesso nel mito troviamo agire posseduto dalla rabbia cieca.
È una guerriera che protegge con coraggio la propria visione più che una combattente armata.
Se costretta al combattimento si rivela invincibile proprio per il suo essere una stratega.

E questo ci riporta alla saggia consuetudine dei Nativi americani.
Sono le anziane del villaggio che si riuniscono e decidono se e come iniziare una guerra, perché solo chi ha dato la vita può avere discernimento e visione nel prendere decisioni così estreme.
E molto abbiamo da imparare da Pallade, osservando quel che accade nel mondo, dominato da un’energia maschile aggressiva e cieca, incapace di vedere le conseguenze del suo agire distruttivo.

Nelle mie ricerche Pallade Atena mi è sempre apparsa come l’Archetipo che incarna un’energia maschile integrata ed equilibrata, una versione ‘femminile’ dell’energia dell’Ariete.
Pallade Atena ci guida e ci accompagna mostrandoci un modo consapevole di agire nel mondo, guidata dalla visione, dall’inter-connessione, dal rispetto e dall’ascolto dell’altro.

Pallade Atena esprime il potere creativo della mente nel manifestare la ricchezza dei talenti; infatti è considerata la protettrice degli artisti e degli artigiani.
Pallade dona agli esseri umani strumenti preziosi per sostenere la vita e la pace:
la coltivazione delle piante (prima fra tutti l’ulivo a lei sacro), l’aratro e il giogo per agricoltura, utensili per cucinare, la costruzione di carri e navi, la capacità di addomesticare gli animali, la scienza dei numeri, gli strumenti musicali, l’arte della ceramica e l’arte tessitura.

Proprio l’arte della tessitura simboleggia in modo potente le sue qualità di relazione, ascolto e rispetto.
Riconosciuta come appartenente ad Atena, la tessitura è l’attività i cui processi evocano i principi archetipici che lei personifica.
L’idea stessa di città e il suo funzionamento sociale appartengono ad Atena, dea della polis e della vita comunitaria e di relazioni eque e giuste.

La tessitura, l’arte di unire singoli fili che su trama e ordito creano un insieme più grande esprime l’impegno politico, fondato su armonia, giustizia, pace e coesione sociale.
L’asteroide Pallade Atena è dominante nel tema di molte donne e uomini che hanno contribuito all’evoluzione delle arti, della politica e della cultura.

Guaritrice e profetessa
Nella sua dimensione iniziatica, Pallade Atena utilizza l’intelligenza creativa per attivare la visione interiore. La saggezza della civetta rappresenta la capacità di visualizzare e di dare forma a immagini mentali per guidare gli esseri umani ad accedere alla loro saggezza interiore.
In lei si manifesta la ‘Volontà attiva di ricevere’.
Nella forma di Atena Igea dona guarigione attraverso la visione e la connessione con l’oltre.
Il serpente che l’accompagna rappresenta il suo potere di dare la guarigione o la morte.
Pallade è onorata in templi che sono luoghi di medicina e siti oracolari, in quanto dea del destino e protettrice dell’astronomia e dell’astrologia.

Per concludere, Pallade Atena racchiude in sé anche parte dell’energia di VESTA, Custode del fuoco sacro, e di CHARIKLO, Custode dello spazio di cura.

Per saperne di più sugli Archetipi del Femminile in Astrologia:
https://www.cielo-terra.it/index.php/archetipi-del-femminile/

Nettuno in Ariete

“I suoi occhi sono capaci di sguardi umani, saggi, selvaggi e amorevoli…
Occhi selvaggi e saggi e amorevoli”
da «Donne che corrono coi Lupi» Clarissa P. Estès

Nettuno in Ariete. 1° dell’Ariete – Simbolo Sabiano
UNA DONNA APPENA EMERSA DAL MARE,

UNA FOCA LA STA ABBRACCIANDO (Rudyard)
“Diventare il seme-essenza dell’incarnazione della tua anima».

La Foca è il simbolo dell’Anima che ha bisogno di tornare al mare, alla sorgente, all’inconscio per poi riemergere rigenerata.
A riguardo ti consiglio di leggere il capitolo 9 “A casa: il ritorno a sé” del meraviglioso libro di Clarissa P. Estés “Donne che corrono coi Lupi” (Frassinelli).

Tutto ciò che accade ha avuto i suoi primi inizi nel regno della potenzialità, l’eco di un’idea non ancora formata, né espressa né esplicita, in forma di seme, contenente il potenziale inconscio per una realizzazione matura.
Al tempo propizio lasciamo il regno dell’indistinto (utero, sogno..) per iniziare il cammino d’incarnazione.
E il primo atto è semplicemente ‘essere’.

NETTUNO è entrato nel segno dell’Ariete il 26 gennaio 2026, giorno del BUDDHA MEDICINA secondo il calendario lunare buddhista.
Ariete, il primo segno dello Zodiaco, rappresenta la nascita, il venire alla luce emergendo dalle acque simbiotiche del grembo materno, rappresentate dai Pesci, segno di Nettuno.
Divinità dell’Ariete sono Marte (energia vitale) e Pallade Atena, ora nel segno dei Pesci, guerriera saggia e compassionevole.

Questo passaggio epocale, avvenuto nel giorno dedicato al Buddha Medicina, rappresenta una preziosa potenzialità di guarigione per ogni essere incarnato sulla Terra, guarigione della ferita generata dal dis-equilibrio tra l’energia femminile e l’energia maschile in noi e intorno a noi.
Si tratta quindi di un passaggio epocale che contiene in sé i semi dell’Illuminazione: Saggezza, Compassione, desiderio di aiutare gli esseri.

Memorie ancestrali emergono dalle profondità della psiche collettiva.
Il FUTURO ARCAICO (Mary Daly) comincia a prendere forma.
Dall’inconscio collettivo emergono nuove potenzialità, nuove visioni e nuovi equilibri nella relazione tra maschile e femminile.
Si tratta di potenzialità, visioni ed equilibri che ri-troviamo nelle civiltà matri-focali e matri-lineari che ancora vibrano potenti nella nostre memorie arcaiche.

Questo passato non è un paradiso perduto, ma ci ricorda che altri modi di vivere, di relazionarsi tra esseri umani e natura sono esistiti e che possono essere reinventati, qui e ora.

Il ritorno della Dea è il FUTURO che fonda le sue radici nel passato arcaico, non è regressione.
È una spirale ascendente che ci invita a recuperare la Saggezza antica
per costruire qualcosa di nuovo.

Per scoprire di più sugli Archetipi del Femminile in Astrologia,
la Grande Madre frammentata, ti invito a leggere:
https://www.cielo-terra.it/index.php/archetipi-del-femminile/

Le Dee del Grande Mare

La Madre Primordiale rivive negli Asteroidi del femminile

@shapingspirit

Approfondendo la connessione tra il segno dei Pesci e Poseidone-Nettuno, divinità greco-romana connessa al segno, non possiamo non incontrare la Grande Madre che rappresenta la forza vitale primordiale che permea l’Universo e ogni sua manifestazione.
È lei che regna indistintamente in ogni aspetto della Natura e del Creato, quale Dea immanente al Cielo, alla Terra, alle Acque e al Regno Invisibile.

Ade-Plutone ha come controparte Persefone (la Portatrice di Luce, colei che accompagna le anime nell’Ade) e Zeus ha come controparte Giunone, Hera la Dea pre-ellenica che risiedeva nel monte Olimpo.
Allo stesso modo Poseidone per diventare la Divinità dell’Oceano deve congiungersi con una manifestazione della Dea pre-ellenica, Anfitrite, e come sempre lo fa nell’unico modo conosciuto dalle divinità patriarcali: con la violenza e l’inganno.

Questa narrazione rispecchia ciò che è accaduto con le invasioni delle popolazioni delle steppe caucasiche che avevano addomesticato il cavallo, animale sacro alla Dea.
Intorno al 4.000 A.C. queste tribù guerriere e gerarchiche che adoravano divinità maschili hanno distrutto le civiltà pacifiche matrilineari e matrifocali che per almeno 40.000 anni avevano modellato la vita sociale, economica e spirituale delle popolazioni del bacino del Mediterraneo.
Questo sconvolgimento radicale crea una nuova narrazione secondo la quale gli dei patriarcali reggono le sorti dell’umanità, con accanto dee consorti vendicative e distruttive, nelle quali vediamo riflessa l’effetto della disconnessione con la Grande Madre e con la ciclicità della Natura.
L’energia femminile, il corpo e la sua capacità di dare e nutrire la vita diventano in breve l’ombra, il rimosso, la strega.

Gli Asteroidi che ruotano nel sistema solare tra Marte e Giove sono probabilmente nati dall’esplosione del pianeta Cerere e manifestano l’energia della Grande Madre frammentata.
Gli Archetipi del femminile prendono la forma degli Asteroidi e vibrano potenti in noi. Se ci riconnettiamo a queste energie possiamo scoprire parti di noi che chiedono di essere riconosciute e onorate.

Qui incontriamo due Dee che abitano da sempre gli Oceani.

ANFITRITE, Dea pre-ellenica.
Le origini di Anfitrite risalgono ai Titani, le divinità primordiali che governavano il Cosmo prima dell’ascesa degli dei dell’Olimpo.
È “colei che circonda il mare“,  protettrice e guardiana delle Acque e sulle creature che le abitano.
È spesso raffigurata come una donna serena, con lunghi capelli fluenti e i movimenti aggraziati che evocano il dolce flusso e riflusso delle maree.
Dea della fertilità e dell’abbondanza, Anfitrite regola le maree, le correnti e le onde, assicurando che gli oceani rimangano la fonte di vita per chi dipende da essi.

Poseidone~Nettuno regna sugli Oceani solo in seguito all’unione con Anfitrite, avvenuta con la violenza e l’inganno.
Figlio di Crono, si è salvato solo perché al suo posto viene dato in pasto al padre un puledro (il cavallo è simbolo della Dea fin dal paleolitico, come possiamo vedere nelle immagini dipinte nelle grotte). Poseidone-Nettuno è anche rappresentato su un carro tirato da cavalli della bianca criniera con la coda di pesce.
Così come il simbolo di Zeus è il fulmine (connesso alla Dea), il simbolo di Poseidone è il tridente. Si tratta di un simbolo tripartito, che riporta alla sua identità più antica di compagno della triplice Dea: in forma di fanciulla (luna crescente), madre (luna piena) e crona (luna calante-luna nuova).

Quindi è evidente che la connessione tra il segno dei Pesci, il Grande Mare da cui tutto sorge e a cui tutto torna, e Poseidone-Nettuno non può non risvegliare in noi la vibrazione potente della Grande Madre Primordiale.

SEDNA, la Dea delle Acque Gelate
A riguardo, ti consiglio di leggere questo interessante articolo di Melanie Reinhart: https://www.melaniereinhart.com/Sedna.htm

Essere Cerchio, Essere In Cerchio.

Cerchio. Spazio sacro, grembo che permette la creazione,
la condivisione e la connessione con il Cerchio della Vita.

In questo tempo è davvero prezioso sentirsi parte di un CERCHIO fisico, virtuale e/o spirituale.

Il cerchio è lo spazio nel quale attraverso il tempo e lo spazio gli esseri umani hanno creato e nutrito l’esperienza della comunità.
Incontrarci in Cerchio è naturale: accade così da sempre, oltre il tempo e lo spazio, perché ciclica e circolare è l’essenza della realtà che il femminile incarna.

Il cerchio è uno spazio sacro nel quale possiamo essere autenticamente noi stessi ed esprimerci nella nostra verità. È uno spazio che ci connette naturalmente all’energia circolare di protezione, condivisione, ascolto e sostegno reciproco.

Possiamo essere nella nostra verità perché in questo spazio protetto accogliamo con fiducia le nostre emozioni e ci riconosciamo nello sguardo e nella presenza dell’altro, sostenendoci in un comune cammino di conoscenza e condivisione.
Il cerchio diventa quindi un ‘atto politico’ nel momento in cui sperimentiamo e incarniamo un modo diverso di essere al mondo.

In questi anni ho vissuto questa dimensione durante i ritiri di meditazione e gli incontri di Astrologia e ne conosco la preziosità.
Essere in Cerchio è sperimentare una sorta di grembo nel quale troviamo la forza e il coraggio per contattare la nostra verità ed esprimerla in modo creativo, vitale, potente.
Ognuna di noi porta nel cerchio il proprio cerchio: la famiglia, gli Antenati, gli animali, gli amici, i compagni di viaggio. Il Cerchio si allarga, attraversa il tempo e lo spazio, perché siamo parte della luminosa rete di Indra. La realtà è un unico organismo dalle infinite forme inter-connesse.
Cielo e Terra si rispecchiano, creando risonanze, vibrazioni, connessioni profonde e luminose.

Il Cerchio è potente perché riflette il Mandala dello ZODIACO che vibra in noi, attraverso di noi.
Qui prendono forma Divinità femminili e maschili, archetipi potenti che si manifestano sulla terra attraverso di noi, in ogni nostro gesto e pensiero.
Onorare e riconoscere in noi queste energie diventa un cammino di conoscenza, condivisione e guarigione.

In questo tempo così pieno di sfide, incertezze e paure
poter ricreare la connessione con la nostra parte luminosa,
con la parte di noi che abita il Cielo stellato, significa trovare nuova energia,
allargare il cuore e la mente e scoprire di essere parte del flusso vitale.
E lo possiamo fare insieme: Essere CERCHIO ~ Essere IN CERCHIO
Ti aspetto per incontrarci e vivere insieme questa esperienza!

“Avere il sostegno delle tue sorelle
e il sostegno della preghiera, della meditazione, della visualizzazione, …
invitare il mondo invisibile dello spirito a stare con te nel momento in cui

stai per dare alla luce una nuova parte di te stessa…
le donne che ti circondano sono come levatrici
che ti sostengono e ti accompagnano oltre la soglia del parto.

Che tutte noi possiamo provare questa sensazione
di essere sostenute e accolte

mentre diamo alla luce questi tempi nuovi!”
Jean Shinoda Bolen (trad. mia).

Scopri di più su VESTA, Dea che custodisce lo spazio sacro

ECATE, la Custode della Soglia


Nell’esplorare gli Archetipi del Femminile, Ecate mi appare come la potente manifestazione del passaggio tra lo Scorpione e il Sagittario.
Figlia di Asteria, la Dea Stellata, come lei è cinta di Stelle. Custode della Soglia, illumina il passaggio tra il Mondo Invisibile e Mondo visibile, dal buio alla Luce.

Ha il dominio sui tre Regni (Cielo, Terra e Mondo sotterraneo) ed è custode della ricchezza e delle meraviglie della Vita. Nella mitologia greca abbiamo poche notizie riguardo alle sue interazioni con le altre divinità e questo conferma le sue antichissime origini.
A Ecate sono attribuiti poteri magici: il potere della parola che crea e la divinazione. Suo il posto accanto alle Sibille.

È nel Mito di Demetra e Persefone che il suo ruolo si fa rilevante. A lei Demetra, nella sua disperata ricerca di Persefone, si rivolge per avere indicazioni su dove fosse la figlia, quando nessun altro la ascolta. “….Ma quando infine giunse per la decima volta la fulgente aurora le venne incontro Ecate reggendo con la mano una torcia; ….. Infatti, io ho udito le grida ma non ho visto con i miei occhi chi fosse il rapitore“. Sarà Ecate a scortare Persefone fuori dall’Ade per riunirla alla madre.

Il suo ruolo di ‘dare luce’ la connette alla precedente dea-levatrice egizia Hekat, la saggia matriarca tribale dell’Egitto pre-dinastico. Hekat è la dea che custodisce il seme che si decompone e inizia a germinare ed è una delle levatrici che assistono ogni giorno alla nascita del Sole.
Lei sovrintende ai cicli di nascita, morte e rinascita.
Tutte queste analogie con Ecate, al di là del nome, fanno pensare a un originario archetipo comune.

Ecate infatti ha il compito di accompagnare le anime nel regno dei morti, così come di ricondurle alla vita, illuminando la via nell’oscurità. È l’energia che ci guida e ci accompagna quando con coraggio ci avventuriamo in territori sconosciuti, fisici, emotivi o spirituali.
Ecate con la sua torcia illumina ciò che ancora non conosciamo, ciò che ci fa paura.

La potente simbologia degli oggetti attribuiti a Ecate ci riportano tutti al ‘passaggio’ da uno stato all’altro e alla Luce necessaria per compiere questo passaggio. Ne indico solo i principali.

La CHIAVE
Ecate, la Custode della Soglia, è “Colei che tiene la chiave”, che controlla il passaggio dalla Terra al mondo ctonio dell’Ade, dal regno conosciuto a quello sconosciuto. La chiave è anche un simbolo delle levatrici: aprire le porte, dare la possibilità di ‘passare’ da uno stato all’altro, dal grembo alla luce.

Il COLTELLO.
È un altro simbolo che indica il suo ruolo di levatrice: taglia il cordone ombelicale al momento della nascita e recide gli attaccamenti al momento della morte.

La TORCIA.
A volte ne ha due, una per ogni mano, e rappresentano la Luce che illumina le tenebre, la Saggezza che ci indica la via da percorrere.

CROCEVIA
Ecate fin da tempi antichissimi custodisce e presiede i crocicchi, in particolare l’incontro di tre vie, proteggendo i viandanti nel momento di scegliere quale direzione prendere. Lì un tempo venivano edificate edicole ed effigi in suo onore, lì venivano lasciate offerte durante i rituali.

LIBRO
A volte Ecate è rappresentata con un libro in una mano e una torcia nell’altra, indicando la conoscenza che dissolve le tenebre dell’ignoranza.

SERPENTE
Animale che rappresenta il mondo sotterraneo, associato alla rigenerazione.

Ecate fa inoltre parte di una delle triadi più potenti: Persefone, la giovane Core diventata Regina del Mondo invisibile, Demetra la Dea Madre, Ecate la vecchia saggia.

Ecate, l’antica Dea e il patriarcato.
Prima dell’avvento di Zeus e degli Dei Olimpici, segno del prevalere della società patriarcale-guerriera sulle società matrilineari e matrifocali, Ecate era considerata la divinità della trasformazione e della rigenerazione. Nel tempo è stata vista più nella sua energia distruttrice e la sua forza creatrice è stata rimossa.

Concludo con alcune frasi tratte dal suggestivo libro di Demetra George “I misteri della Luna Oscura”, ed. Venexia, che ha dedicato a Ecate un capitolo pieno di suggestioni.
“… ritratta come Dea della Luna che porta la torcia, con un copricapo luccicante di stelle che illumina la strada nell’oscurità dell’immenso passato delle nostre origini e delle profondità della nostra interiorità…
I poteri mediali dalla saggia crona vennero repressi e riemersero successivamente come proiezioni distorte del patriarcato, percepite come stregoneria e magia nera… Levatrici, guaritrici e veggenti… nove milioni di donne bruciate come streghe, accusate di essere possedute da spiriti malvagi come Ecate”.

In questo momento l’Asteroide ECATE si trova nel segno dell’Aquario.
È la torcia che illumina il cammino in questo tempo pieno di sfide e opportunità.
È alla sua Luce, alla sua Potenza e alla sua Saggezza antica che possiamo attingere in questo tempo di profonda trasformazione.
Passando nel segno dei Pesci, Ecate custodirà la Soglia con compassione e gentilezza amorevole.

ARTEMIDE, Dea della Luna e delle Stelle


Nel mio cammino di esplorazione degli Asteroidi, che manifestano gli Archetipi del Femminile in Astrologia, un’energia mi ha sempre particolarmente ispirato: ARTEMIDE, la Dea vergine lunare che incarna la parte di noi libera, coraggiosa, saggia, in contatto con la Natura e con i ritmi della Luna.

Artemide è la Dea della Notte e della Luna, in contatto profondo con il Mistero.
Le Stelle cingono il suo capo. Nel buio e nel silenzio trova spazio l’intuizione.

È la  Dea Vergine che corre libera per i boschi accompagnata dalle Ninfe e dagli animali selvaggi.
Nel suo essere indipendente, si fa protettrice degli animali e degli esseri più deboli.

È dotata di arco e frecce e la sua mira è infallibile, così come la SAGGEZZA e la VISIONE che viene dal sapersi muovere nell’oscurità della Notte.
Da lei impariamo ad usare l’arco e le frecce, le nostre risorse, non per ferire, ma per proteggere il nostro spazio, per riconoscere e perseguire i nostri obiettivi.
Nel suo essere dotata di arco e frecce si connette all’energia del Sagittario, segno che ci indica la via nei giorni più bui dell’anno.

A lei nei giorni più bui dell’anno chiediamo il coraggio e la determinazione per riconoscere e onorare la nostra Visione e per centrare i nostri obiettivi.

È invocata come protettrice del parto: aiuta a dare alla Luce, a dare Luce.
Artemide, Dea Lunare, nasce per prima e aiuta la madre Leto a dare alla luce il fratello Apollo, Divinità del Sole. È il buio, la notte che ‘dà alla luce’ il Sole, il giorno.
E con Artemide ricordiamo anche Santa Lucia, che deriva da Lucina, la protettrice del parto in epoca romana, a sua volta derivazione della dea greca Ilizia, o Eileithyia.
Vi consiglio a riguardo un libro davvero interessante di Erika Maderna: “La Memoria nelle Mani. Storie, tradizione e rituali delle levatrici”, Aboca edizioni.

In questo momento l’asteroide Artemide è appena entrato nel segno dei Pesci, segno tra la fine del ciclo e il nuovo inizio.
Incarna così potentemente il suo essere ‘levatrice’, il suo accompagnarci con gentilezza amorevole e compassione nel nuovo tempo.

CHARIKLO, colei che tesse con grazia

Colei che tesse con grazia una nuova trama nella nostra vita.
(Immagine: Suzan von der Voort)

Il Cielo Stellato riserva sempre nuove scoperte a noi viaggiatori che onoriamo e accogliamo i suoi messaggi.
Il 14 febbraio 1977 è stato scoperto un nuovo asteroide nella fascia dei Centauri tra Saturno e Urano.
Si tratta di Chariklo e la sua storia si intreccia con quella di CHIRONE, il guaritore saggio.

CHARIKLO è la ninfa dell’acqua che per amore di Chirone si trasforma in Centauro e lo accompagna nel suo cammino.
È lei che protegge lo spazio sacro nel quale il Guaritore saggio affronta la sua ferita permettendogli allo stesso tempo di accogliere il proprio dolore e di accogliere il dolore di tutti gli esseri.

In lei continua a vivere l’energia di guarigione della natura, la stessa che pratica Chirone, che ha ereditato dalla madre, la ninfa Filira, il dono di guarire con le erbe.

Silenziosa, Chariklo scivola fuori dalle acque, e silenziosa vi ritorna quando Chirone viene liberato dalla sua sofferenza e trasformato nella costellazione del Centauro.
La sua qualità principale è creare e custodire lo spazio sacro che permette di accogliere il disagio e aprirci alla guarigione. 

Come racconta la ricercatrice olandese Annecke Wittermans, Chari significa ‘grazia’, Klo significa ‘tessere’. Chariklo è quindi colei che tesse con grazia, è la filatrice che crea con grazia. Chariklo crea uno spazio protetto che permette la trasformazione e la creazione di una nuova trama della nostra vita.
È l’energia che ci sostiene nel dipanare ciò che ci intrappola e che ci aiuta a ritessere la nostra vita in modo più vitale e vero.

In questo tempo Chariklo è nel segno dell’Aquario e ci sostiene nell’attraversare questo tempo che ci porta verso una realtà sconosciuta.
Nel silenzio, come stato di coscienza, ci invita a coltivare uno spazio di presenza amorevole in un tempo in cui tutto corre veloce, tra stimoli e sollecitazioni mentali continui.
E accanto a lei troviamo VESTA, la Custode del Fuoco sacro.
Queste due potenti energie di custodi e sacerdotesse ci indicano la via per attraversare tempi pieni di sfide e di preziose opportunità: coltivare il silenzio e la preghiera, l’ascolto, l’accoglienza, l’apertura del cuore.

La loro presenza in Aquario risveglia in noi la qualità di presenza silenziosa, amorevole e compassionevole quale modalità per entrare in relazione con noi stessi, con il Pianeta e tutti gli esseri senzienti che lo abitano.

Celebriamo il fuoco che purifica, la luce che emana dal nostro centro.
Chariklo si mostra in tutta la sua grazia, potenza e bellezza.
Un nuovo dono del Cielo per tutti noi, per il Beneficio di tutti gli esseri.

Immagine: Silvia Crosina